Il Fiore di Pietra

L’uscita ufficiale è il 20 giugno 2019, ma è già ordinabile attraverso i normali canali di distribuzione.

Il Fiore di Pietra è la mia ultima fatica, anche se, per essere proprio onesto onesto non ho “faticato” per scriverlo.

Perché era già scritto…

Ecco, già mi sembra di sentire urla dalla folla: “Al plagio! Al plagio!”
E anche un preoccupante bagliore di fiaccole e rumore di forconi.

No no, aspettate, adesso vi spiego.

Qualche tempo fa ho conosciuto e apprezzato la casa editrice Golem nella persona di Giancarlo Caselli, che della casa editrice è proprietario, curatore, taumaturgo e animatore. Una specie di vulcano sempre in movimento, dal quale si deve stare lontani se non si vuole essere catturati dal suo campo gravitazionale: a me è successo, so di cosa parlo.

In ogni caso ho provato a proporre qualche cosa, ma non ci siamo “trovati” subito, un po’ per alcune mie scelte stilistiche, e un po’ per alcune sue scelte editoriali che tra di loro non si sposavano.

Un romanzo nel cassetto?

Poi, un bel giorno, mi scrive una mail: “Per caso hai un romanzo inedito già pronto?”

Ci ho pensato un attimo, perché “pronto” e “inedito” sono due cose relativamente difficili da avere insieme, visto che quando termino un romanzo lo pubblico.

Ma nel disco fisso in cui memorizzo tutti i miei lavori (la cartella si chiama “testi”: che fantasia, eh?) c’era un documentino che stava aspettando da tempo l’occasione per essere ripescato.

Si tratta semplicemente del primo romanzo vero e proprio che avevo scritto.
Devo avervene parlato tempo fa, se controllate nella mia biografia c’è scritto qualcosa…

Questo romanzo l’ho scritto nel 2005, e l’ho dato immediatamente da leggere alla mia prima critica: mia moglie.
L’ha letto e mentre scodinzolavo sbavando per sapere una sua opinione mi ha stroncato dicendomi con estrema gentilezza: “Carino, un po’ ingenuo, ma carino”

Dopo avere recuperato la mia autostima che era finita giù per il water mi sono trovato davanti a un bivio: o fare l’orgoglioso e smettere di scrivere “tanto non sono capace”, oppure mettermi sotto a scrivere come un pazzo per migliorare.

Ho scelto la seconda via.

Dopo quindici anni finalmente arriva l’occasione per riprendere questo lavoro, metterlo a posto per renderlo pubblicabile e vederlo fare bella mostra di sé nelle librerie di tutto il mondo.
E nell’occasione ho scoperto che mia moglie aveva perfettamente ragione: era davvero carino, ma decisamente ingenuo!

(Non che ci fossero dubbi sul fatto che mia moglie avesse ragione, ovviamente…)

In ogni caso questo mi ha dato la conferma che gli anni passati a scrivere e a sbagliare mi avevano fornito la necessaria conoscenza per capire dove fossero gli errori del primo manoscritto. Quindi mi sono detto “E bravo Mario!” e ho fatto in modo che il romanzo diventasse finalmente degno di essere nelle vostre mani.

Ci ho messo un po’ e ho comunque cercato di lasciare la “freschezza” di un’opera prima. Mi sono limitato ad aggiungere qualche personaggio per rendere le cose un po’ più complesse, e ho ricostruito delle parti che non mi piacevano.
Ma per la maggior parte la struttura del romanzo è quella originale.

Spero che “Il Fiore di Pietra” vi piaccia, e spero che possiate apprezzare la sua freschezza giovanile e la crescita che si nota con i miei lavori più recenti.

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