Il Romanzo Giallo è il mio genere

Perché il mio genere preferito è il Romanzo Giallo?

Una delle prime domande che mi vengono rivolte, quando si “scopre” che scrivo, è “Qual è il tuo genere letterario?”. Se ci pensate, in fondo è un po’ come conoscere un cuoco e chiedergli “Cosaromanzo giallo fai da mangiare?”, anche se, ovviamente, uno chef è costretto a essere più versatile. In ogni caso, la mia risposta è di solito la stessa: “Il Romanzo Giallo”.

Uhm, ma questo crea un piccolo, grosso problema, perché non esiste un solo tipo di romanzo giallo. Il vantaggio di questa ambiguità è che mi permette di capire se la persona che ho davanti ha un vero interesse, oppure se è semplicemente educata. Nel secondo caso si limiterà a replicare con un “Ah, bello”. Nel secondo, che è la situazione più intrigante, cercherà di approfondire: “Ma dai, figo. E che tipo di giallo?”.

Ho sempre trovato difficile spiegare che “tipo” di romanzo giallo sia quello che esce dalla mia penna, o dalla tastiera del computer, non tanto perché non sia “giallo”, appunto, ma perché di volta in volta possono esserci elementi che spostano l’indice del “tipo” dall’horror al poliziesco, alle volte mescolando le carte in base alle esigenze specifiche della storia.

Nella letteratura gialla è necessario che ci sia un delitto, e la storia diventa la narrazione delle vicende che portano alla soluzione del mistero. E fin qui diciamo pure che i miei lavori sono sicuramente romanzi gialli, visto che in ognuno c’è almeno un morto. Il mio protagonista è il Commissario Polloni nella quasi totalità dei romanzi, quindi possiamo parlare tranquillamente di “Poliziesco”, tranne qualche rara eccezione.

Da qui in avanti prendo diverse strade, con registri diversi a seconda della situazione, passando da qualche pennellata horror (“Dove la notte inizia” e il primo incidente), a momenti comici (La prima telefonata con l’investigatore Fratta in “Il Vizio dell’Odio”). Non c’è una regola vera e propria: man mano che il lavoro di stesura procede, cerco di “sentire” qual è il modo migliore per rendere bene la scena. A volte mi rendo conto di avere sbagliato clamorosamente, e torno indietro; ma di solito ho notato che la sensazioneè quella giusta. E poi, anche un cuoco cambia qualcosa nei suoi piatti, no?

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