La voce è qualcosa che fa parte di noi: ognuno ha la propria voce, tanto che può essere utilizzata per distinguerci gli uni dagli altri.

Qualcuno ha la grande fortuna di avere il dono della voce: gradevole, intonata, bene allenata… ci sono molte cose che la voce può essere.
Anche, all’opposto, sgradevole, stonata, usata male…

A Ravenna, qualcuno ha deciso che ci sono persone che non meritano il dono che Dio (o il caso) ha dato loro: la voce.

Arturo Bezzi, un noto doppiatore dalla voce stupenda, ha un piccolo vizio: il “buco” ricreativo. Ogni tanto un po’ di eroina, giusto per tirarsi su, niente di terribile, no? Si sa, può smettere quando vuole. Qualcuno però non la pensa così: anzi, è convinto che Bezzi non meriti il suo dono, e per questo lo rapisce e lo priva in modo cruento dell’origine della sua arte.

Giacomo Mercuri, cantante rock dall’estensione vocale impressionante, con il pallino per i talent show: una colpa imperdonabile per il Silenziatore, come i giornali hanno battezzato lo sterminatore di voci. Anche lui viene sottoposto allo stesso trattamento.

E poi altri: una giornalista, una cantante lirica

Le indagini non sono facili, ma per fortuna alla squadra di Ravenna, composta dal commissario Casadio e dalla sovrintendente Graziani, si aggiungono “in prestito” due nostre vecchie conoscenze: Polloni e Conte della Questura di Torino. La causa che genera questa collaborazione è Marco Peano, amico di Bezzi e protagonista di un vecchio caso di Polloni (Il Vangelo di Anna).

Il Silenziatore darà del filo da torcere alla squadra di poliziotti, che devono combattere non solo contro di lui, ma anche contro avversari interni ed esterni alle forze di polizia. Per fortuna troveranno anche degli alleati: una delle vittime e uno sboccato paraplegico.